Italiano  English  Brasileiro  Eλληνικά   
   
   
 |  Home  |  La Capoeira  |  Il gruppo  |  Mestre Tozinho  |  Mestre Paulão  |  Contatti  | 
   
 




La Capoeira

Capoeira è sport, arte e cultura.

Capoeira è un gioco di abilità scandito dal ritmo delle percussioni brasiliane.

Nata dalla rivolta degli schiavi che non potevano allenarsi al combattimento di fronte ai padroni, la Capoeira è una danza rituale dietro la quale si nasconde un'arte marziale.

Perseguita duramente dalle autorità, la Capoeira fu legalizzata negli anni trenta, diffondendosi come sport prima in Brasile e poi in tutto il resto del mondo.
 
Ancora oggi la Capoeira è una disciplina di lotta che privilegia più che la forza bruta l'astuzia, la fantasia e la destrezza. Le tecniche di attacco e difesa sono eseguite in un clima di "jogo" (gioco) collettivo. Il "jogo" enfatizza il dialogo fra i due corpi, il ritmo l'estetica e la ritualità dei movimenti, ma anche la tattica e la "malandragem" (cioè la furbizia, l'arte dell'inganno).

La Capoeira sviluppa la forza e l'elasticità, la coordinazione e l'equilibrio attraverso i suoi movimenti, il senso del ritmo con la musica, la socializzazione nel lavoro di gruppo.

Mestre Pastinha diceva:

Capoeira è pra homen menino e mulher, sò não aprende que não quer
( la Capoeira è per uomini, donne e bambini, non impara solo chi non ne ha voglia ).

Storia

Spinti dallo spirito di conquista i portoghesi durante il medioevo levarono le ancore per le terre d'Africa, in cerca di nuovi commerci, facili e redditizi, anche se disumani. Col passare del tempo, sotto la tutela della Santa Madre Chiesa strapparono, a quei "barbari popoli" le terra e tutto ciò che possedevano avanzando l'idiota giustificazione che li avrebbero convertito alla fede di Cristo.

Il 3 gennaio 1443, sotto il pontificato di Nicolò V, il re del Portogallo D.AlfonsoV acquisì la proprietà delle terre conquistate in Africa a partire dal capo Bojador, comprese le isole adiacenti, la Guinea e tutta la costa meridionale. Poco tempo dopo fu scoperta l'America. La dominazione del Sud America fu spartita tra Spagna e Portogallo, a quest'ultimo spettò l'area che in seguito andrà a costituire il Brasile, detta al principio Terra di Santa Cruz.

Il Portogallo iniziò a portare in Brasile i primi schiavi africani per farli lavorare nelle piantagioni, ma a questo punto si aprono una serie di domande: quando arrivarono questi schiavi? Da quale regione dell'Africa provenivano? L'unico documento che può aiutare , firmato da D.Juan III., con il quale venne concessa l'autorizzazione all'importazione di schiavi dall'isola di São Tomè, è datato 23 marzo 1559. Le documentazioni sono lacunose anche per quanto riguarda la provenienza. Si parla soltanto di gente della Guinea, senza nessun altro chiarimento. Bisogna tenere presente, però, che i portoghesi chiamavano Guinea una vasta area del continente africano, non interessandosi alla sua divisione geografica ed etnica.

Gli storici ipotizzano che i primi schiavi venissero dall'Angola perché era il centro più importante dell'epoca, seguito dal Benguela che cercava di togliergli l'egemonia economica e politica. Si conta che dal 1550 al 1850 siano stati portati in Brasile per lavorare nelle piantagioni e nelle città più di 3 milioni e mezzo di africani strappati alle loro terre e alle loro famiglie.

Un interrogativo che ci riguarda: la Capoeira fu importata dall'Africa o inventata in Brasile? Non si può definire una data precisa, ma, quasi certamente, la Capoeira è nata in Brasile come risultato di una miscela di manifestazioni culturali "portate" dagli schiavi africani provenienti da varie regioni.

Nel secolo XIX nella "società brasiliana" avvennero una serie di importanti trasformazioni: nuove ideologie che arrivavano dall'Europa, il fallimento della politica schiavistica, lo sviluppo di centri urbani come Rio de Janeiro, Salvador e Recife e la nascita di partiti politici con idee repubblicane e liberali.

Mentre la classe dirigente era impegnata ad "imbiancare" questo giovane paese ancora privo di identità, cominciarono discussioni, conflitti interni e rivolte. I neri non accettavano più la condizione di schiavitù e gli ex-schiavi erano comunque esclusi dai sistemi lavorativi degli immigrati europei, che arrivavano in Brasile importando le loro tecniche e la loro cultura per far nascere una nuova classe lavoratrice.
^top

Lo spostamento degli schiavi dalle piantagioni verso i grossi centri urbani in sviluppo consentì alla Capoeira di insinuarsi nei quartieri e nei borghi di periferia e a diventare pratica, oltre che degli africani e dei loro discendenti, anche degli immigrati europei.
Essere capoerista, indipendentemente dalla classe sociale di appartenenza, era sinonimo di "malandro", vagabondo e fannullone e significava essere perseguitato dalla polizia, così come anticamente lo si era dai signori portoghesi.

All'inizio del secolo XX la Capoeira era diffusa in tutta la società brasiliana, praticata da bianchi e neri, come dimostrano i dati estrapolati da una tesi dello studioso Antonio Liberac Cardoso Simoes Pires: "Nel 1890 a Rio de Janeiro vengono arrestate con l'accusa di praticare la Capoeira 297 persone di cui, oltre al gran numero di disoccupati, si distinguono anche lavoratori di strada ((22.5%), lavoratori domestici ( 11.4 % ) e lavoratori nel commercio (4.0 %). Tra i 297 prigionieri, in base ad una classificazione razziale, si contano principalmente Bianchi ((34% ) , Mulatti ( 27% ), e Neri ( 26.5% )."

E' solo verso la metà del '900 che la Capoeira inizia ad essere considerata una disciplina sportiva. Mentre fino a questo momento veniva tramandata grazie all'osservazione dei capoeristi più anziani e allenamenti informali che si svolgevano di nascosto nelle spiagge o nelle periferie, adesso comincia ad essere praticata in spazi chiusi organizzati come vere Palestre, trasmessa agli allievi con precisi metodi di insegnamento. Pur mantenendo la tradizione ludica e i riti africani, si sviluppa un nuovo stile di gioco, più attento alla lotta e basato su una preparazione fisica adatta ad affrontare le arti marziali che arrivano dall'Oriente e dall'Europa.
A questo nuovo stile, creato da Mestre Bimba ( Manoel dos Reis Machado, 1900-1974 ), viene dato il nome di Luta Regional Baiana, e più tardi diventerà Capoeira Regional.


Molti capoeiristi, che non si riconoscevano in questo nuovo stile considerandolo un tradimento, continuarono a praticare la Capoeira tradizionale dandogli il nome di Capoeira Angola che ha come pricipale esponente Mestre Pastinha ( Vicente Ferreira Pastinha,1889-1981).

Da parte dello Stato inizia un progetto per la valorizzazione della cultura nazionale ed in questo senso il progetto di Mestre Bimba si adeguava perfettamente, facendo della Capoeira Regional uno sport 100 % brasiliano.

La Capoeira è ormi diffusa in tutto il mondo ma i fondamenti cambiano da paese a paese, da regione a regione. La Capoeira, sia essa Regional o Angola, ha sempre la possibilità di adattarsi alle differenti realtà per affrontare la repressione e il sopruso dell'individuo. Ancora oggi la Capoeira continua ad essere una forma di resistenza non violenta. Insegna non solo ad essere brasiliani ma a riconoscere lo spazio dove viviamo e a cercare di modificarlo.
^top